L’ABITO NUZIALE nel corso dei Secoli

L’abito nuziale è l’abbigliamento che una donna indossa nel giorno del proprio matrimonio. Viene anche chiamato abito da sposa. Benché alcune culture prevedano un abbigliamento specifico anche per l’uomo, con il termine si fa riferimento principalmente all’abbigliamento femmin

I matrimoni effettuati durante e immediatamente dopo il Medioevo, soprattutto fra le classi sociali più abbienti, rappresentavano molto più che la semplice unione fra due persone. Si trattava di legami di interesse di carattere politico o economico, pertanto la sposa non rappresentava soltanto se stessa, ma l’intera famiglia, e per tale ragione doveva apparire nella migliore luce possibile. Erano quindi scelti vestiti dai colori accesi e dai materiali pregiati. Non era raro che una sposa indossasse abiti di velluto o seta e spesso persino pellicce. Nelle classi sociali meno facoltose, le spose tentavano al massimo delle proprie possibilità di “copiare” l’abbigliamento delle spose delle famiglie ricche.

Nel corso dei secoli, è rimasta la tendenza a vestire la sposa al meglio che la condizione economica famigliare potesse permettere. Attualmente esistono abiti nuziali che coprono un’ampia gamma di prezzi e boutiquespecializzate nella vendita di soli abiti per spose.

Benché a metà del diciannovesimo secolo si sia diffusa l’abitudine ad indossare abiti lunghi ed ampi, simili a quelli in voga dell’epoca vittoriana, in realtà lo stile dell’abito da sposa è generalmente molto legato alla moda del periodo. Per esempio negli anni venti le spose vestivano abiti corti davanti, con un lungo strascico, spesso abbinato ad un cappello cloche. Per tradizione l’abito da sposa è di colore bianco, benché sia possibile spaziare in un raggio di colori che includono anche tonalità come l’avorio, il crema, l’ecru ecc. Una delle prime donne a vestire di bianco fu Maria Stuarda, quando sposò Francesco II di Francia. Nel suo caso però non si trattò di una tradizione, ma di una precisa scelta della regina

L’abito bianco divenne una opzione molto popolare fra le spose intorno al 1840, dopo il matrimonio della regina Vittoria con Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. La regina indossò un abito bianco per l’evento, adornato da alcuni merletti. La foto ufficiale del matrimonio ebbe un’ampia diffusione, e l’abito della regina fu adottato da moltissime spose.

La tradizione dell’abito bianco è stata tramandata sino ad oggi, anche se va precisato che prima del matrimonio della regina Vittoria, era possibile scegliere per il vestito qualunque colore, ad eccezione del nero (colore dei funerali) e del rosso (associato alle prostitute).

L’errore che si fa oggi è di considerare il colore bordeaux (molto diffuso) come simbolo di peccato.

L’unica eccezione era rappresentata dalle spose finlandesi del diciannovesimo secolo, che indossavano abiti scuri o neri.

In seguito, si è diffusa la convinzione che la scelta del colore bianco rappresentasse laverginità9, benché al colore blu fosse associata lapurezza.

Attualmente l’abito bianco è inteso semplicemente come la scelta più tradizionale per il matrimonio, e non necessariamente come simbolo di purezza.

(da Wikipedia)

Autore dell'articolo: Lux Area